PROGETTO DI RICERCA 2016-2018

Reti marittime come fattori dell’integrazione europea

Gli esiti di questo progetto di ricerca saranno presentati a Prato durante la L Settimana di Studi (13-17 maggio 2018)
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Per celebrare la 50ª Settimana di Studi (13-17 Maggio 2018), è stato scelto un tema di grande respiro, che prende come punto di partenza il concetto braudeliano di Mediterraneo. La sua visione di un mare chiuso come una opportunità geografica per una integrazione economica fra popolazioni diverse per religioni, linguaggi ed entità etniche e politiche continua a funzionare come modello per studi applicati ad un  ampio raggio di contesti. Esso è stato applicato all’archeologia preistorica (1) ma anche al contesto contemporaneo dei mari dell’Est e Sud-Est asiatico. (2) Le dimensioni ecologiche e culturali delle interazioni nel Mediterraneo sono state elaborate in termini di lunga durata. (3) Altri mari europei sono stati studiati come unità particolari (classico l’esempio del Mar Baltico (4)), ma la ricerca ha poi coinvolto anche mari aperti. (5)

Gli imperi marittimi sono un altro classico settore di studi che offre occasioni per analisi comparative. (6) Grazie ai suoi numerosi seminari e pubblicazioni, il Centro GISEM ha contribuito in modo significativo allo studio dell’integrazione europea dal XIII al XVI secolo. L’obiettivo che si pone la 50ª Settimana è quello di andare oltre lo studio dei singoli sistemi visti in modo isolato per combinare diverse analisi di mari aperti e chiusi o aree costiere, allo scopo di comprendere il ruolo di integrazione giocato in Europa dalle connessioni marittime. Esse sono state sottovalutate come base della civilizzazione europea attraverso il continuo e massiccio scambio di beni e persone. Poiché nelle civiltà preindustriali il trasporto per via d’acqua era più facile di quello via terra, sembra giunto il momento di richiamare l’attenzione sul modo in cui queste reti di relazione operavano a livello europeo e con i partner commerciali asiatici e nordafricani.

L’approccio che proponiamo si basa su una serie di teorie, che proponiamo di mettere in relazione:

La Settimana si propone di costruire sulla base delle grandi tradizioni di ricerca su base regionale o tematica, che però sono state raramente integrate su una più ampia scala continentale. Immanuel Wallerstein ha elaborato il concetto braudeliano concettualizzan-done le dimensioni interculturali e transnazionali e il ruolo nel sistema di divisione del lavoro. Egli lo chiamò un “sistema mondo”, non perché coinvolgesse il mondo intero, ma perché è più vasto di qualunque unità politica giuridicamente definita. E si tratta di una “economia mondo” perché il legame di base tra le varie parti del sistema è economico. Gli approcci istituzionali e legali sono stati studiati sotto l’egida della Société Jean Bodin, (9) e il nostro Istituto ha organizzato la Settimana 2005 sul tema Ricchezza del Mare, Ricchezza dal Mare  che ha prodottoben 1239 pagine principalmente dedicate ai prodotti del mare, ma anche qualche contributo che va nella direzione che oggi suggeriamo. (10) Nel 2008-2009, l’Università di Atene ha lanciato un programma su ‘Il Mediterraneo e i suoi mari: ambienti e paesaggi naturali, sociali, politici, XV-XX secolo’. (11) Anche le reti e gli aspetti legati alla diaspora sono stati oggetto di raccolte di studi. (12) Ormai, è tempo di ricollegare tra loro i vari aspetti e le tradizioni regionali di ricerca in un approccio coerente che valuti:

Ci attendiamo ricerche che coprano il periodo compreso fra il 1000 e il 1800.

Siamo interessati a ricerche che affrontino una o più delle seguenti questioni:

  1. In che modo le rotte di navigazione sono servite come elemento di connessione?
  1.  In che modo i punti nodali hanno messo in relazione sfere commerciali diverse?
  1. In che misura il libero scambio e il protezionismo facilitarono l’integrazione di reti marittime?
  1. Quali caratteristiche dello scambio culturale o di prodotti particolari sono serviti a integrare le reti marittime?
  1. Scambi intercontinentali
Risultati attesi

I risultati delle ricerche selezionate per il progetto saranno presentati e discussi a Prato nel corso della Settimana di Studi 2018. Dopo la discussione nelle sessioni della Settimana, i relatori potranno completare e rivedere il loro testo entro il 30 giugno 2018. Tutti i contributi ricevuti dall’Istituto saranno sottoposti a referee anonimo prima della pubblicazione.

Call for papers

Gli studiosi sono invitati a spedire la loro proposta preparando un abstract che sarà esaminato dalla Giunta del Comitato scientifico.

Le relazioni dovranno rappresentare un contributo originale di carattere comparativo o uno specifico caso di studio che sviluppi alcune delle questioni di fondo suggerite nella Call for papers.

Le proposte provenienti da progetti o gruppi che mettono in relazione scuole o paesi diversi saranno accolti con particolare interesse se offrono una analisi comparativa, in termini geografici o diacronici, rispetto a due o più dei temi di ricerca suggeriti. Per questo tipo di proposte, prenderemo in considerazione anche formati innovativi di sessione.

Il formulario completo dovrà essere inviato entro il 15 ottobre 2016 al seguente indirizzo:
Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini”
Via ser Lapo Mazzei 37, I 59100 Prato, ITALY
e-mail: datini@istitutodatini.it

La Giunta del Comitato scientifico prenderà in considerazione solo formulari interamente compilati e deciderà entro l’anno 2016 quali proposte verranno accettate, inviando l’invito agli autori delle proposte selezionate. Tenendo conto delle risorse finanziarie dell’Istituto, sarà garantita l’ospitalità a Prato nel corso della Settimana di Studi ad almeno 25 studiosi (alloggio e buono-pasto di 10 euro). La Giunta può inoltre invitare fino ad un massimo di ulteriori 20 studiosi a partecipare al progetto senza diritto all’ospitalità.
La Fondazione Datini metterà a disposizione dei relatori della Settimana di Studi fino a 10 borse dell’importo massimo di 250 euro per coprire i costi di viaggio. Tali borse sono destinate ai ricercatori post-doc non strutturati.
Coloro che richiederanno tale borsa dovranno spedire l’apposita domanda insieme con il loro contributo entro il 31 marzo 2018. La borsa di viaggio sarà liquidata nel corso della Settimana di Studi, presentando le ricevute delle spese di viaggio.
I membri della Giunta sono: Erik Aerts (Lovanio, Presidente), Laurence Fontaine (Parigi, Vice-Presidente), Carlo Marco Belfanti (Brescia, Vice-Presidente), Giampiero Nigro (Firenze, Direttore scientifico), Hilario Casado Alonso (Valladolid), Sergej Pavlovič Karpov (Mosca), Olga Katsiardi-Hering (Atene), Maryanne Kowaleski (New York), Paolo Malanima (Catanzaro), Michael North (Greifswald), Luciano Palermo (Tuscia), Gaetano Sabatini (Roma Tre).

Tutti i contributi presentati dovranno essere originali e non tradotti o apparsi in pubblicazioni precedenti.

I testi provvisori dei contributi selezionati dovranno essere inviati alla Fondazione Datini entro il 31marzo 2018. Essi saranno messi in linea (con accesso riservato ai partecipanti al progetto e ai membri del Comitato scientifico) nel sito dell’Istituto prima della Settimana di Studi per consentire una discussione più approfondita sul loro contenuto.

Nel corso della Settimana i partecipanti offriranno una sintetica presentazione (massimo 20 minuti).

Il testo definitivo, rivisto dall’autore sulla base della discussione (massimo 60.000 caratteri) dovrà essere inviato all’Istituto entro il 30 giugno 2018.

Essi saranno sottoposti a una doppia peer review anonima. I testi che supereranno il giudizio dei valutatori saranno pubblicati (insieme ad un abstract preparato dall’autore) entro un anno in un apposito volume. Ai fini della pubblicazione, saranno accettati testi in lingua italiana, francese, inglese, spagnola e tedesca. Durante la Settimana di Studi sarà attiva la traduzione simultanea da e per le lingue italiana e inglese.


(1) C. Broodbank, The Making of the Middle Sea. A History of the Mediterranean from the Beginning to the Emergence of the Classical World, London 2013.

(2) F. Gipouloux,  Méditerrannée asiatique: villes portuaires et réseaux marchands en Chine, au Japon et en Asie du Sud-est, XVIe-XXIe siècles, Paris 2009.

(3) P. Horden, N. Purcell, The Corrupting Sea: A Study of Mediterranean History, Oxford-Malden 2000; F. Tabak, The waning of the Mediterranean 1550-1870. A geohistorical Approach, Baltimore 2007; J. J. Norwich, The Middle Sea: a history of the Mediterranean. London 2010; D. Abulafia, The Great Sea. A Human History of the Mediterranean, Oxford 2011.

(4) H. Küster, Die Ostsee: Eine Natur- und Kulturgeschichte, Munich 2002; A. Palmer, Northern Shores: A History of the Baltic Sea and its Peoples,London 2005; M. North, The Baltic. A History, Cambridge Ma.-London 2015; The North Sea and Culture 1550-1800, J. Roding, L. Heerma van Voss (eds), Hilversum 1996.

(5) Espaces d’échanges en Méditerranée. Antiquité et Moyen Age, F. Clément, J. Tolan, J. Wilgaux (eds), Rennes 2006 ; Ports et littoraux de l’Europe atlantique. Transformations naturelles et aménagements humains (XIVe-XVIe siècles), M. Bochaca, J.-L. Sarrazin (eds), Rennes 2007; Les territoires de la Méditerranée, XIe-XVIe siècle, A. Nef (ed.), Rennes 2013 ; M. Pye, The Edge of the World. How the North Sea Made Us Who We Are, London 2014.

(6) Etat et colonisation au Moyen Age et à la Renaissance, M. Balard (ed.), Lyon 1989 deals essentially with the Mediterranean and Black Sea areas ; The Rise of Merchant Empires. Long-distance Trade in the early Modern World 1350-1750, J. Tracy (ed.), Cambridge 1990; Idem, The Political Economy of Merchant Empires, Cambridge 1991.

(7) Commercial Networks and European Cities, 1400-1800, A. Caracausi, C. Jeggle (eds), London 2014.

(8) J. Fynn-Paul, War, Entrepreneurs and the State in Europe and the Mediterranean, 1300-1800, Leiden 2014.

(9) Les Grandes Escales, Recueils de la Société Jean Bodin, XXII to XXIV, Brussels 1974.

(10) 2 vols., nr. 37, Florence 2006.

(12) Merchant Colonies in the Early Modern Period, V.N. Zakharov, G. Harlaftis, O. Katsiardi-Hering (eds), London 2012; Diaspora Entrepreneurial Networks. Four Centuries of History, I. Baghdiantz McCabe, G. Harlaftis, I. Pepelasis Minoglou (eds), Oxford 2005; Mediterranean Diasporas. Politics and Ideas in the Long 19th century, M. Isabella, K. Zanou (eds), London-N.Y 2015 .


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Ultimo aggiornamento: 19-04-2017
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