Fondazione F. Datini



“Human Solvency Historical Research Prize”
IIIa Edizione 2026-2028

REGOLAMENTO



Il Premio è organizzato dalla Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini” Prato, sulla base di una idea di Paolo Evangelisti e Angela Orlandi. Esso si propone di valorizzare la ricerca di studiosi che mettono a tema delle loro indagini la questione della solvibilità economica considerata in tutte le sue implicazioni, comprese quelle dei linguaggi, dei lessici teologici, filosofici e giuridici che hanno strutturato concetti e fenomeni chiave quali povertà, bene comune, debito pubblico, fiscalità, istituzione monetaria. L’idea è quella di favorire un approccio di lungo periodo, evitando partizioni cronologiche che rischiano di frammentare lo spessore e la conoscibilità di fenomeni storici frutto di dinamiche complesse maturate tra l’età medievale e le soglie della contemporaneità. Il logo del Premio, anche con la citazione esplicita dell’ars combinatoria lulliana, rispecchia, sintetizza e veicola il progetto e le premesse culturali a esso sottese.

In particolare esso indica al plurale l’interazione tra economie, povertà e teologie.

Il termine “economie” rinvia a strutture, forme fattuali e di pensiero diversificate nel tempo lungo. Il concetto di “povertà” al plurale intende sottolineare non solo la latitudine semantica coperta storicamente, ma anche il fatto che, nel periodo indicato, le povertà hanno scale e unità di misura che definiscono eguaglianze e disuguaglianze diverse e diversamente componibili, misurabili, denunciabili. Quanto a “teologie” (teologie tout court e teologie economiche) il plurale rinvia direttamente ai tre principali monoteismi operanti nell'Europa medievale e alle loro diverse eredità sviluppate e sedimentate nei secoli successivi a quelli cruciali: il XV e il XVI. Tutto ciò consente un’apertura del premio a mondi contigui e confinanti con quello dell’Europa occidentale.

L’assegnazione del premio a cadenza biennale, con il conferimento di 8.000 euro (al lordo di imposte, se dovute) al vincitore, si pone come riconoscimento all’impegno dello studioso che ha condotto a termine quel lavoro di scavo e di inquadramento storico proponendo sul piano metodologico ed epistemologico approcci innovativi fondati su solide basi di fonti e di dati.

La Commissione giudicatrice si impegna anche a facilitare la pubblicazione online e/o cartacea dell’opera risultata vincitrice se inedita. A partire dall'edizione 2026-2028, tutti i concorrenti le cui ricerche saranno ritenute idonee a concorrere al premio sono tenuti a partecipare a un seminario di studio e confronto scientifico che si terrà nel semestre successivo al conferimento del premio medesimo. Possono essere presentate alla Giuria solo ricerche concluse, redatte nella versione definitiva in una delle lingue ufficiali della Fondazione “F. Datini” (italiano, francese, inglese, spagnolo, tedesco; nel caso la lingua sia diversa dall’inglese si dovrà accompagnare la ricerca con un abstract esaustivo in lingua inglese) ovvero già pubblicate entro la data indicata nel bando. Saranno prese in considerazione solamente ricerche edite o inedite aventi le caratteristiche di monografia.

La struttura finanziaria che supporta l’iniziativa si pone come obiettivo minimo un respiro di dieci anni basandosi su già consolidati patrocini privati e di imprese economiche che condividono nel loro stesso agire imprenditoriale le finalità del premio: contribuire a rafforzare la consapevolezza culturale, sociale ed economica intorno alla questione dell’uso di risorse economiche e segnatamente finanziarie all’interno di un quadro di compatibilità che guardi all’ecologia del sistema, dunque all’umanità dei soggetti e all’ambiente di vita coinvolti entrambi nel circuito che alimenta credito privato, fiscalità e debito pubblico. In questo quadro si colloca anche l’invito ad approfondire il ruolo svolto da mezzi di scambio/moneta nella loro valenza istituzionale e nelle loro più diverse accezioni (v. logo). Proprio la ricerca e la critica storica su questi temi possono dischiudere più solidi orizzonti di comprensione, mostrando interconnessioni e intrecci fecondi. Basti pensare, a titolo di mero esempio, al ruolo determinante per la riflessione sull’agire economico dell’uomo, sulle dinamiche dei mercati e sul credito, svolto dall’intreccio di due fenomeni storici caratterizzanti gli ultimi tre secoli dell’età medievale. Ci si riferisce qui alla riscoperta-rilettura del pensiero aristotelico e alla grande stagione di sviluppo degli Ordini Mendicanti che ha dato luogo a una vera e propria Scuola economica francescana. Un tassello della storia del pensiero e dell’analisi economica che ha fecondato non solo la Seconda Scolastica ma il fiorire del pensiero economico dell’umanesimo quattrocentesco italiano e la prima affermazione dei banchi pubblici come dimostra anche la messa a punto storiografica proposta dall’ultimo supplemento Treccani al pensiero economico. Nei loro riverberi d’età moderna questi lessici economici ben strutturati e consolidati, produttivi di istituzioni e sperimentazioni concrete, frutto di una dialettica intensa con le altre culture monoteistiche nell’Europa del tempo, a cominciare da quella ebraica, si connettono con i testi di Konrad Summenharth (1455 – 1511) o di Johannes Althusius (1563 - 1638), con il pensiero dei moralisti scozzesi, con la prima grande stagione dell’economia politica francese e inglese, ma anche con l’economia civile proposta da Antonio Genovesi (1713 - 1769). Si tratta di una prospettiva di ampio respiro che, sul piano della storia del diritto e dei linguaggi giuridici, è stata intensamente esplorata anche da studiosi italiani del calibro di Giovanni Tarello (1934 – 1987) o di Paolo Grossi (1933 – 2022).

È in questo quadro che il grande bacino testuale ancora più antico, quello della patristica greca e latina, della normativa monastica, si rivela in tutta la sua profondità e ricchezza fornendo lessici, tassonomie, dunque quadri interpretativi e gestionali che attendono di essere ulteriormente esplorati.

Giuria del Premio
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione “F. Datini” nomina la Commissione giudicatrice del premio.

Essa è formata, in via costitutiva, dai Commissari di seguito indicati ed è coordinata dal Segretario Generale del Premio Paolo Evangelisti (Università di Barcellona):
Guido Alfani (Università di Milano), Francesco Ammannati (Università di Firenze), Philippe Bernardi (Università di Parigi), Bruno Callegher (Università di Trieste), Hilario Casado Alonso (Università di Valladolid), Markus A. Denzel (Università di Lipsia), Maria Diez Yañez (Università Complutense Madrid), Miriam Davide (Università Trieste), Maria Teresa Dolso (Università di Padova), Paolo Evangelisti (Università di Barcellona), Luca Fantacci (Università “La Statale” di Milano), Riccardo Finozzi (Banca d’Italia), Antoni Furió (Università di Valencia), Roberto Lambertini (Università di Macerata), Clement Lenoble (CNRS-CIHAM Lione–Avignone), Maryanne Kowaleski (Università di Fordham, New York), Angela Orlandi (Università di Firenze), Maria Clara Rossi (Università di Verona), Maurizio Sangalli (Università per Stranieri di Siena - Istituto Sangalli), Petra Schulte (Università di Trier), Alessandro Silvestri (Università di Salerno), Michele Spadaccini (Università di Pavia), Lorenzo Tanzini (Università di Cagliari), Giacomo Todeschini (ricercatore indipendente).

La giuria resta in carica per almeno quattro anni e viene rinnovata dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione “F. Datini” su indicazioni del Presidente del Comitato Scientifico, della Direttrice Scientifica e del Segretario generale del Premio.

Cronoprogramma delle edizioni e modalità di voto
Il Premio ha cadenza biennale. La pubblicazione di ciascun bando e la relativa apertura dei termini per la presentazione delle opere avvengono, di norma, nel mese di giugno, con scadenza fissata all'inizio del secondo anno successivo. In sede di pubblicazione di ciascuna edizione si comunica orientativamente le tempistiche della procedura successiva, al fine di garantire la continuità e la programmazione temporale del Premio.
In linea con questa programmazione, la pubblicazione del terzo bando è fissata al 30 giugno 2026, con scadenza per l'invio delle opere stabilita al 1° febbraio 2028. Contestualmente, si preannuncia l'apertura dell'edizione successiva (2028-2030), il cui bando sarà pubblicato entro il 30 giugno 2028 con scadenza nei primi mesi del 2030.

La presentazione del premio si terrà in forma pubblica, tramite gli strumenti tradizionalmente utilizzati dalla Fondazione e con una conferenza stampa alla quale saranno invitati anche i sostenitori e patrocinatori dell’iniziativa.

Il bando del premio deve prevedere i termini entro i quali la giuria procede all’esame dei lavori di ricerca/testi presentati e alla delibera di conferimento del premio. Tale delibera viene adottata a maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti della Giuria, computando sia i voti espressi in tempo reale dai presenti (in seduta fisica o telematica) sia i voti validamente espressi a distanza tramite e-mail ufficiale inviata alla Segreteria dai membri impossibilitati a partecipare, secondo le modalità e i termini previsti dal Regolamento. La Giuria, con le medesime procedure di voto a maggioranza qualificata dei 2/3, può procedere a una o due menzioni speciali tratte dalla shortlist per l’elevata qualità scientifica, tali opere non riceveranno alcun premio in denaro.

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Regolamento

Art. 1
Il 30 giugno 2026, con bando emesso e pubblicato dalla Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica "F. Datini", è aperta la terza edizione del premio biennale Human Solvency - Historical Research Prize. Il bando scadrà il 1° febbraio 2028 alle ore 12:00 (CET), termine ultimo per la presentazione delle opere. Il premio sarà solennemente consegnato a maggio 2028 nella Sala Maggiore del Consiglio Comunale di Prato, durante l'inaugurazione della LIX Settimana di Studi della Fondazione. Il bando biennale successivo verrà pubblicato entro il 30 giugno 2028 con scadenza all'inizio del 2030.

Art. 2
Il premio si propone di valorizzare la ricerca storica di studiosi che mettono a tema delle loro indagini la questione della solvibilità economica considerata in tutte le sue implicazioni, comprese quelle dei linguaggi, dei lessici teologici, filosofici e giuridici che hanno strutturato concetti e fenomeni chiave quali povertà, bene comune, debito pubblico, fiscalità, istituzione monetaria. Si intende favorire un approccio di lungo periodo valutando ricerche e analisi storiche maturate tra l’età medievale e le soglie della contemporaneità (secc. XI – XVIII). Nell’apposita sezione del sito della Fondazione sono presenti ulteriori approfondimenti sulle tematiche di ricerca oggetto del premio.

Art. 3
L'ammontare del premio è pari a 8.000 euro (al lordo di imposte, se dovute) conferiti in un'unica soluzione al momento della cerimonia pubblica di assegnazione.

Art. 4 (Requisiti di ammissione e caratteristiche delle opere)
  • 1. L'ammissione alla procedura di selezione è subordinata al possesso di un'età accademica non superiore a dieci anni, calcolata a partire dalla data di conseguimento del titolo di dottore di ricerca.
  • 2. Possono essere sottomessi alla valutazione della Giuria esclusivamente lavori di ricerca compiuti, redatti in versione definitiva o già editi entro l'arco temporale specificato nel bando medesimo, a condizione che presentino il carattere di monografia scientifica.
Art. 5
La Commissione giudicatrice (di seguito Giuria) del premio è costituita dai suoi componenti e coordinata dal Segretario Generale che ne fa parte integrante. Essa è nominata dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione "F. Datini", rimane in carica per almeno quattro anni e viene rinnovata d’intesa con il Segretario Generale del Premio, il Presidente del Comitato Scientifico e la Direttrice Scientifica della Fondazione.

Art. 6 (Fase istruttoria e shortlist)
La valutazione delle monografie avviene in due fasi successive. Nella Prima Fase, ogni giurato esamina le opere pervenute e assegna a ciascuna un punteggio da 1 a 5 (con ammissione di decimali). La somma algebrica dei punteggi individuali determina una classifica preliminare. I primi quattro candidati in graduatoria accedono alla shortlist dei finalisti. In caso di ex aequo al quarto posto, la shortlist si allarga ai candidati pari merito. Una volta definita la shortlist, la Segreteria provvede a comunicarne i nomi a tutti i membri della Giuria con almeno una settimana di anticipo su quella fissata per la seduta deliberativa di cui all'art. 8.

Art. 7 (Modalità di voto a distanza e voto condizionato)
I componenti della Giuria impossibilitati a partecipare alla riunione deliberativa possono esprimere il proprio voto per via telematica, inviando una e-mail ufficiale alla Segreteria del Premio entro il termine tassativo dell’orario fissato per la seduta deliberativa. L'e-mail deve recare l'oggetto "VOTO HUMAN SOLVENCY PRIZE" e deve indicare esplicitamente:
  • 1. Prima Scelta (per il primo turno di votazione), con indicazione del primo posto e delle eventuali una o due menzioni in ordine di preferenza.
  • 2. Seconda Scelta (voto condizionato per l'eventuale ballottaggio), sempre con indicazione del primo posto e delle eventuali una o due menzioni in ordine di preferenza.
Tali voti saranno computati dal Segretario Generale al momento dello scrutinio e saranno equiparati a tutti gli effetti ai voti espressi in tempo reale dai presenti. Le e-mail pervenute oltre l'orario di inizio della seduta saranno considerate nulle.

Art. 8 (Fase deliberativa e proclamazione)
Nella Seconda Fase, la Giuria si riunisce in seduta deliberativa e procede alla votazione formale sui profili della shortlist. Viene proclamato vincitore il candidato che ottiene la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti della Giuria tenuto conto di quanto previsto dall'art. 7. Qualora nessun candidato raggiunga il quorum dei 2/3 al primo turno, si procede a un ballottaggio tra i primi due classificati. In questo secondo turno, per i giurati assenti che hanno espresso il voto via e-mail in conformità con l’art. 7, verrà computata la "Seconda Scelta", purché quest'ultima riguardi uno dei due candidati arrivati al ballottaggio (in caso contrario il voto è computato come “astensione”).
Per l’eventuale assegnazione delle menzioni speciali si procede analogamente secondo quanto indicato sopra.
In caso di mancato raggiungimento del quorum dopo due votazioni la Giuria prende atto della situazione con delibera, a maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti, di non assegnare il premio. Tale evenienza determina automaticamente l’impossibilità di assegnare eventuali menzioni.

Art. 9
Se adottata all’unanimità, la deliberazione di conferimento ha evidenza pubblica ed è resa nota al momento del conferimento del premio. A giudizio insindacabile della Giuria, adottato con le medesime procedure di voto a maggioranza qualificata, può essere deliberata una prima ed una seconda menzione speciale per una o due ricerche presenti nella shortlist ritenute meritevoli. L’opera o le opere in questione non ricevono alcun premio in denaro. In caso di pubblicazione o di ristampa successiva al conferimento della menzione l’opera o le opere hanno il diritto di apporre il logo del premio con l’indicazione “menzione speciale della Giuria” seguita dalla data di edizione del bando.

Art. 10 (Partecipazione al Seminario)
A partire dall'edizione 2026-2028, i concorrenti le cui ricerche saranno state ritenute idonee a concorrere al premio sono invitati a partecipare a un seminario di studio e confronto scientifico. Tale seminario si terrà nel semestre successivo al conferimento del premio.

Art. 11
Il bando pubblico del premio, curato dalla Fondazione "F. Datini", fa esplicita menzione e riporta i loghi dei soggetti patrocinanti e degli sponsor co-finanziatori. L’ingresso di nuovi soggetti sostenitori è sempre possibile previo parere conforme del Segretario Generale del premio, del Presidente del Comitato Scientifico e della Direttrice Scientifica della Fondazione.
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