PROGETTO DI RICERCA 2017-2019

Disuguaglianza economica nelle società preindustriali: cause ed effetti

Gli esiti di questo progetto di ricerca saranno presentati a Prato durante la LI Settimana di Studi (12-15 maggio 2019)
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razzismo

Il recente interesse per la disuguaglianza economica si è concentrato attorno agli effetti presunti o reali sulla crescita economica e lo sviluppo sociale; tutto ciò in contrasto con i dibattiti del passato che si dedicavano prevalentemente alla disparità dei redditi e ai connessi elementi di ingiustizia. Nei tempi attuali sia gli studiosi che i politici si chiedono come società democratiche e inclusive possano funzionare efficacemente in presenza di una elevata disuguaglianza; l’OCSE ha espresso preoccupazioni a proposito degli effetti negativi sulla crescita economica, mentre l’ONU è allarmata per l’effetto della disuguaglianza sulla vulnerabilità sociale. Questi effetti negativi potrebbero materializzarsi direttamente in termini di partecipazione della popolazione alla vita economica, di formazione del capitale umano o di investimenti produttivi o, indirettamente, attraverso la crescente influenza dei più ricchi, in termini di erosione della coesione sociale e della resilienza o dello scoppio di conflitti e disordini.

Le intuizioni offerte dagli sviluppi storiografici sono state un elemento importante di questi recenti dibattiti sulla disuguaglianza. Particolarmente sorprendente è l’attenzione con la quale gli studiosi dell’età preindustriale hanno valutato le cause e gli effetti delle disuguaglianze; pochi lavori, d’altronde, stabiliscono un sostanziale divario tra i periodi preindustriale e industriale. Queste ricerche, comunque, tendono a dedicarsi a processi e sviluppi di lungo periodo, generalmente a un macro-livello – spesso identificato nella “nazione-stato” del ‘900, una prospettiva che trascura l’organizzazione regionale e locale, aspetto essenziale dell’economia dell’età preindustriale. I dati delle statistiche nazionali, presi da soli, rischiano di essere poco rappresentativi, ma un approccio storico che contestualizzi la disuguaglianza con riferimento alle relazioni sociali, alle istituzioni, all’accesso al potere e alla legittimazione culturale o religiosa del potere, può facilitare una migliore comprensione dei meccanismi che portano alla disuguaglianza e ai suoi effetti.

La Settimana di Studi si articola in quattro sezioni:

I. Fonti e metodi:

Come possiamo misurare in modo efficace la disuguaglianza economica dell’età preindustriale? Cosa dicono effettivamente i dati raccolti in merito alle forme di disuguaglianza economica? È possibile una comparazione dei livelli di disuguaglianza?

II. Cause della disuguaglianza economica:

Quale fu il ruolo dei privilegi, dei monopoli, dei mercati e della concorrenza di mercato e, più in generale, degli accordi istituzionali, nello sviluppo delle disuguaglianze economiche? In che modo fattori quali la religione, la legislazione, la regolamentazione corporativa, il fisco, l’agricoltura comunitaria e la carità crearono, legittimarono o mitigarono le disuguaglianze? Questi fattori furono espressamente volti a ridurre le disuguaglianze o agirono solo in modo indiretto?

III. Effetti della disuguaglianza economica sull’economia:

Come ha influito la disuguaglianza economica sui livelli di benessere e gli standard di vita? Quali furono gli effetti della disuguaglianza sugli investimenti e la crescita economica? Quali furono gli effetti della disuguaglianza sulle politiche economiche?

IV. Effetti della disuguaglianza sulla società:

Come ha influito la disuguaglianza sui diversi gruppi sociali? Quali furono gli effetti della disuguaglianza sulla coesione sociale, la violenza e le rivolte? Quali furono gli effetti della disuguaglianza di ricchezza sul potere economico? Come ha influito la disuguaglianza economica sulla resilienza sociale di fronte ai disastri? Come ha influito sulla sostenibilità ecologica, sull’uso delle risorse naturali e sulla formazione del capitale umano?

Risultati attesi

I risultati delle ricerche selezionate per il progetto saranno presentati e discussi a Prato nel corso della Settimana di Studi 2019. Dopo la discussione nelle sessioni della Settimana, i relatori potranno completare e rivedere il loro testo entro il 30 giugno 2019. Tutti i contributi ricevuti dall’Istituto saranno sottoposti a referee anonimo prima della pubblicazione.

Call for papers

Gli studiosi sono invitati a spedire la loro proposta preparando un abstract che sarà esaminato dalla Giunta del Comitato scientifico.

Le relazioni dovranno rappresentare un contributo originale di carattere comparativo o uno specifico caso di studio che sviluppi alcune delle questioni di fondo suggerite nella Call for papers.

Le proposte provenienti da progetti o gruppi che mettono in relazione scuole o paesi diversi saranno accolti con particolare interesse se offrono una analisi comparativa, in termini geografici o diacronici, rispetto a due o più dei temi di ricerca suggeriti. Per questo tipo di proposte, prenderemo in considerazione anche formati innovativi di sessione.

Il formulario completo dovrà essere inviato entro il 15 ottobre 2017 al seguente indirizzo:
Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini”
Via ser Lapo Mazzei 37, I 59100 Prato, ITALY
e-mail: datini@istitutodatini.it

La Giunta del Comitato scientifico prenderà in considerazione solo formulari interamente compilati e deciderà entro gennaio 2018 quali proposte verranno accettate, inviando l’invito agli autori delle proposte selezionate. Tenendo conto delle risorse finanziarie dell’Istituto, sarà garantita l’ospitalità a Prato nel corso della Settimana di Studi ad almeno 25 studiosi (alloggio e buono-pasto di 10 euro). La Giunta può inoltre invitare fino ad un massimo di ulteriori 20 studiosi a partecipare al progetto senza diritto all’ospitalità.

La Fondazione Datini metterà a disposizione dei relatori della Settimana di Studi fino a 10 borse dell’importo massimo di 250 euro per coprire i costi di viaggio. Tali borse sono destinate ai ricercatori post-doc non strutturati.

Coloro che richiederanno tale borsa dovranno spedire l’apposita domanda insieme con il loro contributo entro il 31 marzo 2019. La borsa di viaggio sarà liquidata nel corso della Settimana di Studi, presentando le ricevute delle spese di viaggio.

I membri della Giunta sono: Erik Aerts (Lovanio, Presidente), Laurence Fontaine (Parigi, Vice-Presidente), Carlo Marco Belfanti (Brescia, Vice-Presidente), Giampiero Nigro (Firenze, Direttore scientifico), Hilario Casado Alonso (Valladolid), Sergej Pavlovic Karpov (Mosca), Olga Katsiardi-Hering (Atene), Maryanne Kowaleski (New York), Paolo Malanima (Catanzaro), Michael North (Greifswald), Luciano Palermo (Roma), Gaetano Sabatini (Roma).

Tutti i contributi presentati dovranno essere originali e non tradotti o apparsi in pubblicazioni precedenti.

I testi provvisori dei contributi selezionati dovranno essere inviati alla Fondazione Datini entro il 31 marzo 2019. Essi saranno messi in linea (con accesso riservato ai partecipanti al progetto e ai membri del Comitato scientifico) nel sito dell’Istituto prima della Settimana di Studi per consentire una discussione più approfondita sul loro contenuto.

Nel corso della Settimana i partecipanti offriranno una sintetica presentazione (massimo 20 minuti).

I testi definitivi, rivisti dagli autori sulla base della discussione (massimo 60.000 caratteri) dovranno essere inviati all’Istituto entro il 30 giugno 2019.

Essi saranno sottoposti a una doppia peer review anonima. I testi che supereranno il giudizio dei valutatori saranno pubblicati (insieme a due abstract preparati dall’autore) entro un anno in un apposito volume. Ai fini della pubblicazione, saranno accettati testi in lingua italiana, francese, inglese, spagnola e tedesca. Durante la Settimana di Studi sarà attiva la traduzione simultanea da e per le lingue italiana e inglese.


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Ultimo aggiornamento: 30-06-2017
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