IL DATINI

NOTIZIARIO DELLA
FONDAZIONE ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STORIA ECONOMICA
"F. DATINI"

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ANNO XXIV - N. 48 - DICEMBRE 2011

Ricordo di Ricordo di un amico scomparso: Giorgio Mori

Giorgio Mori, nato a Castelfiorentino nel 1927, si laureò nel 1954 presso la Facoltà di Economia e Commercio di Firenze, con una tesi dal titolo «La Valdelsa dal 1848 al 1900», sotto la supervisione di Armando Sapori. La ricerca avviata per la stesura della tesi fu pubblicata nel 1957, dopo ulteriori lavori di approfondimento. Nel frattempo, lo studioso aveva iniziato la sua carriera accademica come assistente volontario (1954-59); fu poi assistente incaricato (1959-60) e assistente ordinario (1960-68). Proprio negli anni Sessanta egli poneva le basi del ruolo che avrebbe poi rivestito nella storia economica italiana. E' a quel periodo che risale il rapporto con Federigo Melis, uno dei più importanti storici dell'età medievale, chiamato nel 1963 a coprire la cattedra di storia economica presso l'Università di Firenze e fondatore, nel 1967, dell'Istituto internazionale di storia economica F. Datini. In quegli anni Mori tenne corsi di Storia economica e Storia delle dottrine economiche nella stessa facoltà, mentre iniziava una collaborazione scientifica con la rivista «Studi storici», con l'ingresso nel suo nel suo comitato scientifico. Le sue ricerche spaziavano dalla storia economico-sociale locale (di grande impatto i suoi lavori sul moderatismo e l'anti-industrialismo delle classi dirigenti toscane) al dibattito internazionale sulla rivoluzione industriale, alle prime discussioni internazionali sulla business history.
L'attività scientifica si affiancava ad una intensa partecipazione alla vita sociale e politica della sua città e della Regione, concretizzata nel tempo in diversi incarichi pubblici e impegni amministrativi. L'interesse principale dello studioso era rivolto alla storia contemporanea, con pubblicazioni come'Industria del ferro in Toscana dalla restaurazione alla fine del Granducato (1966), o Studi di storia dell'industria (1967), che avrebbero costituito le basi metodologiche per quanti si sarebbero occupati di storia dell'industria in Italia. Dal 1968 al 1974 si trasferì all'Università di Modena, dove divenne presidente del Comitato istitutivo della nascente Facoltà di Economia e Commercio.
Alla morte di Federigo Melis Mori rientrò a Firenze, succedendogli nella cattedra come ordinario di Storia economica presso la Facoltà di Economia, e subentrandogli anche nel Comitato scientifico dell'Istituto Datini. Fino al 1995 fu anche direttore dell'Istituto di Storia economica dell'Università di Firenze.
Nel 1974 Mori era Visiting scholar presso l'All Souls College di Oxford; fu in quella occasione che sviluppò un'intensa collaborazione e una profonda amicizia con Peter Mathias, uno dei maggiori studiosi dello sviluppo economico inglese.
Nel 1978, fu tra i fondatori della Commissione per la storia dell'industria del CNR, che svolse un'intensa opera di sensibilizzazione presso le Sovrintendenze archivistiche regionali e le imprese pubbliche per la salvaguardia e il riordino degli archivi d'impresa. Una esperienza che sfociò nella nascita degli archivi Enel; negli anni '90 vedeva la luce un'opera in cinque tomi sulla storia dell'industria elettrica in Italia, di cui Mori fu uno dei responsabili.
I rapporti con Prato e con l'Istituto Datini divenivano nel frattempo sempre più solidi e fruttuosi: agli inizi degli anni Ottanta fu uno dei quattro coordinatori della Storia di Prato (1982-1987), ideata in stretto rapporto con Fernand Braudel.

Nel frattempo, Mori aveva sviluppato una intensa attività e fruttuose relazioni scientifiche a livello internazionale, concretizzatesi nella costante partecipazione ai congressi dell'International Association of Economic History e nel crescente apprezzamento delle sue capacità di studioso e di uomo all'interno dei consessi scientifici internazionali che gravitavano attorno all'Istituto Datini. Queste sue doti e la paziente opera di mediazione in una fase molto complessa della vita dell'ente furono alla base, nel 1987, della sua elezione a presidente dell'Istituto Internazionale di Storia Economica "F. Datini": una carica che svolse per sei anni con grande equilibrio e generale apprezzamento.
Dagli anni Novanta, i suoi studi si indirizzarono principalmente verso una rivisitazione della industrializzazione italiana: fu membro del comitato che progettò la Storia dell'Italia repubblicana, pubblicata da Einaudi (1994-96), e su affinamenti interpretativi degli anni della ricostruzione postbellica fino alla nascita del primo centro-sinistra.
Nominato, dopo il pensionamento avvenuto nel 2003, professore emerito, ha continuato a svolgere, per qualche tempo, una intensa attività di ricerca.
Critico nei confronti della storia quantitativistica e di ogni forzatura modellizzante di fenomeni economici e sociali molto complessi, fu convinto assertore di una storia economica priva di complessi di inferiorità nei riguardi delle discipline con cui condivide parte del proprio statuto scientifico.
Giorgio Mori è morto a Firenze il 6 agosto 2011.



Registrato presso il Tribunale di Prato n. 138 del 25/11/88
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Ultimo aggiornamento: 14-12-2011
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